EFFIMERE

2018
Video 3’21’’ / Gouache su carta / Libro d’arte


Toccare

Il primo strumento di relazione concreta con il mondo esterno sono le mani. Fanno, curano, prendono e dicono: rivelatrici, tese, chiuse, intrecciate, aperte, nodose, indicanti, belle, desideranti, stanche, vive.


To touch
Hands are the very first tool to tangibly perceive the outside world. Hands do, heel, get, say: revealing, nervous, clenched, intertwined, opened, gnarled, pointing, beautiful, craving, tired, alive.

Rimanere
Come nelle pitture rupestri, le mani marcano il passaggio degli uomini. Tracce lasciate che diventano l’espressione delle identità, singolari e collettive.


To Stay
Like in the Parietal Art, hands are the sign of the human presence. Traces left to become expression of identities, either singular or of a collectivity.

Sparire
Allo stesso tempo, le mani raffigurate sono effimere, colte in un istante di trasformazione o di sparizione. Non immagini statiche, ma cristallizzazioni nel processo di scioglimento della forma. Questa fragilità concilia la segreta contraddizione tra presenza e assenza. La presenza risuona nell’assenza.


To Vanish
Just the same, the drawn hands are ephemeral, got at that very moment of their transformation, or disappearance. They are never static images, but concretion of the dissolution process. It is fragility that appeases the hidden antinomy of presence and absence. The presence echoes the absence.

Tracciare
Il segno ricercato si orienta alla calligrafia più che alla pittura: il tratto, nell’inesattezza delle proporzioni, non vuole cogliere i gesti, ma mostrare le posizioni, rendendone più concreta la presenza.
Un colore principale, il nero, è traccia; è l’idea e il pensiero resi forma netta e sintetica. Talvolta il rosso contrasta, ritma, scalda, affiorando come magma dagli strati più permeabili del pigmento.


To Mark
The cherished mark is closer to calligraphy than to painting. The stroke, flawed in the proportions, doesn’t aim to represent gestures, but to show a manner. 
A main color, the black, give the trace; it is the idea, the thinking which turn into shape, neat and terse. A few time the red gives contrast, rhythm; it ignite, emerging like a magma from the most permeable layers of the pigment.

Distanziare / Avvicinare
Decine di segmenti compongono le mani, diramando le strade di una geofisica dell’io.
I dettagli appaiono come riprese satellitari di continenti in trasformazione.
Tra il molto lontano e il molto vicino si pone il soggetto del lavoro: le mani.


To get away / To get close
Hands consist of dozens of segments, which create the roads for a geophysics of the I. 
Details look like aerial shots of changing continents. 
Between the very distant and the very close there is the subject: hands.

Ricomporre
Mani trasformate dall’acqua, attraverso un lento procedimento che porta via, sposta, espande, apre ad altre possibilità.
E dove l’intervento dell’acqua è più intenso, e la fibra della carta si lacera, diventa necessario ricomporre, riassemblare: mostrando, come nell’antica pratica del Kintsugi, la correzione e il ricongiungimento, dando valore alla fragilità senza nascondere le cicatrizzazioni del vissuto.


To Recompose
The water transforms the hands in a slow process which takes away, shifts, broadens, turns into something else. 
There, where the water’s work is much intense, the paper’s fiber rips apart and recomposing it is essential: showing, like in the antique technique of Kintsugi. the lacing and the reunification, giving value to the fragility by not hiding the cicatrizations of living.

Foto di Margherita Loba Amadio